Now Playing Tracks

A titolo facoltativo

Stanotte mi sono soffermato a pensare quanto possa essere grande il mondo. Immenso appare all'occhio umano, eppure siamo un granello di sabbia se ci paragonassimo all'universo. Che mondo strano in cui mi ritrovo, certe volte le persone non sanno neanche perché vengono messe al mondo e non fanno altro che buttare giù le idee che vengono trasmesse dai media e diventano prodotti della società. Quanto male c'è in questo mondo, è come se non bastasse, le persone si feriscono l'un l'altra, insultandosi e incolpandosi a vicenda solo per avere una qualche ragione, un qualcosa che non concepisco, perché non ho mai visto portare nulla di buono dopo che una persona è dettata dall'odio e dall'ira. Ho difficoltà a dormire, questo perché la mia testa è intasata da pensieri inutili che già l'indomani mattina saranno svaniti nel nulla. Che schifo che è la routine. Io non parlo di ciò che accade ogni giorno, bensì di quello che accade ogni santa volta che provo a eliminare la routine facendo qualche piccolo cambiamento. Ogni santa volta finisce sempre alla stessa maniera, con la gente che si sfiora a malapena, io non voglio subire più la stessa pena. Cambierò, a qualsiasi costo, il mondo che mi sta attorno.

Dicembre

Sono rilassato, nel mio letto avvolto da coperte pesanti. Il freddo di questi tempi è stato più tagliente di una lama affilata. Rendeva tutti un po’ più gelidi, freddi, col sangue che gli si solidificava in corpo, come se avessero un cuore di pietra, che, invece di provare emozioni. A questo ci eravamo ridotti, a un mucchio di pietre che girovagavano sulla terra senza emozioni. Io, preferisco nominarli, morti viventi. Io faccio parte di loro, anche io sono un “morto vivente”. Il mio cuore, come il loro, è oramai di pietra, privo di emozioni e colmo d'ira, ceco di rabbia, non vedente la verità. E molte volte la verità ci si prostra davanti come fosse un servo che vuole solamente un minimo di dignità, uno sguardo, un secondo di attenzione. Ma nulla, tutti la calpestano. Maltrattano ciò che dovrebbe essere una guida per loro, un qualcosa che potrebbe risollevarli dalla loro durezza nel vivere la vita. Ma chi ha più voglia? Chi è ancora appeso al filo della speranza? Che attende pazientemente ciò per cui ha faticato così tanto? Ormai, nessuno. Tutti, si sono adattati al nuovo stile di vita che gli è stato posto davanti, e neanche con tanta difficoltà o tempo, l'hanno accettato. Tutti, si accontentano. Gli basta avere il minimo senza lo sforzo, non mirano più in alto, non badano più ai loro sogni, ormai volati tristemente via fuori dalla finestra di quel bambino che una volta amava sognare, che magari un giorno, sarebbe potuto andare sulla luna, volare sin lassù e potere essere realizzato. Quel bambino che è in noi, è cambiato, col passare del tempo. È un altro, non lo si riconosce più. Le finestre sono chiuse, manco più guarda la luna. I raggi non penetrano dalla finestra, non illuminano la stanza, è già abbastanza illuminata dallo schermo del pc, smartphone o altra diavoleria tecnologica, dove può ammirare la Luna in tutte le sue forme e dimensioni, anche più da vicino con più dettagli possibili. Ma non è più la realtà quella. Non c'è quel brivido che scorre sulla pelle che ti fa provare un senso di infinito e vasto, godimento per lo spettacolo; Reale. La gente si accontenta. Non vive più. Non vogliono provare amore e odio in una sola giornata, bensì preferiscono la pancia piena e una scatola a colori che trasmette comicità. Le persone si sono messe i paraocchi e non se ne sono accorti, sono diventati ciechi, non più vedenti della verità sul mondo, ubriachi dell'idea che il vero cibo è la banconota. Perché se in questo mondo, umano, non possiedi un pezzo di carta con un numero e la faccia di un tipo stampato sopra, non sei nessuno, o almeno non potete avere ciò che realmente vorreste. Schiavi del denaro, del potere economico, legati al collo da una collare con inciso la scritta “soldi”. Il tempo passa, la loro mente gira attorno alla banconota, mettono i soldi da parte sperando di poterseli godere prima o poi. Schiavi di un qualcosa che non è reale, schiavi e privi della libertà, consapevoli di non vivere più la vita, ma di vivere una menzogna, una bugia che ha coinvolto tutti. Come un teatro, tutti ne sono attori, chi arriva a fine spettacolo e chi invece, ma alla fine, vedremo se sarà stata una prestazione che meriterà un applauso, oppure.. Un fischio ? In entrambi i casi, preparatevi, sarete giudicati. E adesso, inizierete a sognare? Prima che ne perdiate la possibilità di farlo.
-me

Sentimenti

La rabbia rende ciechi, proprio come l’amore e così via. Diciamo che i sentiementi in generale rende ciechi. Non per via di un qualche meccanismo ben preciso, ma più precisamente perché si smette di usare il cervello. Non è volontario, funziona proprio come il cuore. Tutto avviene automaticamente, purtroppo quando ci si fa prendere dalla rabbia, la gente diventa cieca e non capisce più quello che fa, dice, pensa, in modo tale da non vedere più dove mette i piedi. Quanto mi delude leggere righe e righe di rabbia, dove parla il cuore ma non la mente, non si raggiona, si sparano minchiate. Io non sono arrabbiato, o almeno, quando provo un sentimento, non permetto che ciò si prenda gioco di me o controlli il mio cervello, qualcuno/qualcosa poteva farlo, ma cerco di non fidarmi neanche di quello, così evito problemi. Comunque, io non mi arrabbio mai, quindi evito di diventare cieco. Preferisco guardare in faccia alla realtà e accettare ciò che accade che camuffare tutto attraverso delle righe di finto inchiostro.

“Yeah, man, what have you been up to?”
<<“I Dealt with life, you know, usually shit”>>
“You look so great!”
<<“I learnt a lot in these months”>>
“You’re growing up, dude”
<<“It’s the life’s path, getting old”>>
“Well, you’re getting wiser too”.


Il mondo continua a girare, e noi con lui siamo in un constante cambiamento. Le esperienze; le persone; le parole e i sentimenti variano di giorno in giorno. Sempre più spesso ci accorgiamo che nulla rimane immobile. Le nostre aspettative di vita per esempio, cosa vogliamo avere in futuro, costruirci mentalmente il futuro. A me fa piacere vedere qualcuno con le idee chiare e i piani già ben organizzati. Ma supponendo, anche solo per un minuto, che un singolo tassello del puzzle non combacia; quindi qualcosa non va come vi aspettavate, come reagireste? Io, personalmente, non faccio così. Nessuno sa cosa io voglio dalla mia vita, piani e progetti, perché non li ho mai voluti dire. Ma sono sicuro che a differenze di miliardi di persone, io sono libero. Certo perché, non sogno ad occhi aperti. Ho un piano in bella vista, se qualcosa va storto so come reagire e non rimarrei a fissare il vuoto panicando. Sento molte persone farneticare cazzate sulle proprie vite, io aggiungo due parole e gli illumino il percorso. Non soni come tanti che dicono “prima io e poi gli altri” e magari aggiungono anche l’universo e sono la copia di Pascal. Io non sono come loro, sono totalmente diverso, ho vissuto in diverse condizioni sociali, conosciute migliaia di persone e caratteri a sua volta complessi e bizzarri. Non mi sono mai fermato a gustare una persona, una di quelle che potesse stimolare il mio vero interesse. Fin’ora tantissime persone create dai media e prodotti della società. Troverò mai qualcuna che si è veramente aperta gli occhi? Penso ci sia, ma non a questa età cosí prematura. Con la testa fra le nuvole, voli per i pianeti. Nessuno coscente di quello che accade sulla terra, ma danno retta solo ai social network di merda. Le amicize non si creano più, ormai si “accettano”. Manca poco e cambierà tutto, appena finiranno, ti troverai fuori da tutti e tutto, con un futuro da costruire sulla sabbia durante una tempesta, la avverrà la vera sfida. Un biglietto solo andata e niente ritorno, prenotato. La data si avvicina.

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